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SUMMARY:Fortune Tellers @ al bus dal blues 25/26
DESCRIPTION:Il primo venerdì del mese l’Osteria diventa “al bus dal blues” e il nostro viaggio nel blues questa sera incontra i Fortune Tellers. \nMarco Betti presenta una nuova ricerca\, tesa ad investigare e rileggere le origini popolari della musica afro-americana\, nata in quei luoghi in cui veniva offerto sollievo\, attraverso la liberazione del corpo e dello spirito\, alle fatiche della vita di tutti i giorni.\nIl repertorio prende le sembianze di una galleria di quadri: vere e proprie finestre che permettono di riscoprire le umili\, potenti radici folcloristiche del grande retaggio culturale che darà i natali ai più importanti e influenti generi musicali del secolo scorso. \nÈ sera e un febbrile boogie-woogie viene ballato in un Juke Joint del Texas\, unico modo per scrollarsi di dosso la polvere della vita di tutti i giorni. \nUno scordato pianoforte suona un honky tonk a Storyville\, strada del vizio di quel calderone culturale che è New Orleans\, incastrata tra il Mississippi e i Caraibi. \nRay Charles\, rimasto ormai solo in un elegante club di New York\, intona un solenne gospel che nessuno ascolterà. \nI Fortune Tellers ti leggeranno la mano e attraverso la loro musica verranno evocati questi e mille altri spiriti. \nMarco Betti: batteria\, voce \nFrancesco Palmisano: pianoforte\, voce \nMarco Betti: a musical bio \nCiò che meglio caratterizza il batterista milanese Marco Betti è indubbiamente la trasversalità del suo percorso musicale: la varietà delle sue esperienze – in costante movimento attraverso le scene blues\, swing\, R&B\, folk e rock – gli ha consentito di maturare una ampia e profonda conoscenza di differenti sfumature della musica americana\, tutte rintracciabili nel personalissimo jazz del suo Marco Betti Trio.\nFormato a Milano nel 2012\, il Trio si è subito fatto apprezzare nei più rinomati club della città\, quali il Blue Note Milano\, Le Scimmie e lo Spirit de Milan\, diventando negli anni resident band di prestigiosi locali: dallo storico Jazz Club Torino fino ai milanesi Garage Moulinski\, Santeria e Après Coup.\nTuttavia\, l’insaziabile curiosità musicale di Marco e la vastità dei suoi interessi non potevano trovare piena realizzazione in un solo progetto: negli anni la sua ricerca si è così sviluppata anche in altre direzioni\, arrivando a concentrare nei Fortune Tellers il suo amore per il sound di New Orleans e nei Nighthawks una personalissima sintesi di rhythm and blues\, soul e psichedelia. Due ulteriori progetti con cui Marco porta in giro senza sosta per l’Italia e l’Europa la sua idea di una musica senza barriere tra generi.
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SUMMARY:Steppenwolf - The steppenwolf tales
DESCRIPTION:Steppenwolf\nLorenzo Tosarelli\, pianoforte\nRoberto Bartoli\, contrabbasso \n“The Steppenwolf Tales” è una esplorazione tra le radici delle tradizioni e l’improvvisazione\, in quei territori tra la composizione e l’improvvisazione\, tra il conosciuto e l’ignoto dove per magia il repertorio popolare e la musica di avanguardia si incontrano. \nUn viaggio tra il jazz ed E.Gismonti\, tra E.Pascoal ed Ornette fino a B.Bartòk\, al di là di ogni etichetta e di ogni confine. \n\n“..Bartoli e Tosarelli hanno dato vita ad una delle formazioni cameristiche italiane più interessanti ed affascinanti degli ultimi anni” (Luigi Di Battista\, Il Giornale della Musica\, 12/23) \n“..l’insolito Steppenwolf di Roberto Bartoli e Lorenzo Tosarelli mi ha stregato…” (Daniele Barbieri\, MicroMega\, 28/10/23)“..la loro musica ha dentro tantissimi echi e sorprese: da Bartòk a Gismonti\, dal jazz alle musiche popolari\, il tutto eseguito con tecniche e sentimenti straordinari…” (Alberto Ronchi\, Il Manifesto\, 21/01/24) \n\nLorenzo Tosarelli \nPartecipa ai seminari di improvvisazione a Siena di Stefano Battaglia e si diploma al conservatorio G. Verdi di Milano. Appassionato di improvvisazione e musica brasiliana\, collabora con i principali interpreti della Bossa Nova e dello Choro a Milano come Paulo Zannol\, Marquinho “Baboo”\, Vinicius Surian e Debora Deinstmann. A Sao Paulo (BR) studia con i più grandi nomi del pianismo popolare brasiliano: Hercules Gomes\, Salomao Soares\, Marcelo Ghelfi. Approfondisce lo studio della ritmica brasiliana seguendo il corso avanzato tenuto dal Maestro Andrè Marques (Hermeto Pascoal). Frequenta i seminari di Debora Gurgel\, Toninho Ferragutti\, e collabora con Gustavo Surian (Orchestra Jazz Sinfonica Sao Paulo)\, Vinicius Corilow e Fabio Turchetti\, con i quali registra musiche originali e della tradizione brasiliana.\nA Gennaio 2023 partecipa al festival di MPB FEMUSC a Jaraguà do Sul (Santa Catarina\, BR) in qualità di assistente pianista alla classe di Jane Duboc e a fianco di musicisti del calibro di Edu Ribeiro\, Dino Barioni\, Marinho Andreotti\, Daniela Spielmann\, Marcelo Ghelfi. Suona in importanti festival come JazzMI\, Piano City Milano\, Pordenone\, Lecce. \nRoberto Bartoli \nContrabbassista\, compositore\, ha partecipato a festival internazionali in molti paesi europei\, oltre che in Medio Oriente ed in Africa. Ha collaborato a numerosissime registrazioni per diverse etichette discografiche\, e molte sue composizioni sono state trasmesse nei programmi di RAI-Radio3 “Battiti” ed “I Concerti del Quirinale”.\nDa sempre attento alle influenze delle nuove correnti contemporanee\, nel 2004 è stato invitato dal Conservatorio di musica di Addis Abeba\, Etiopia\, per una lezione sulla improvvisazione nel linguaggio del jazz.\nNel marzo 2013 si è esibito al Teatro alla Scala di Milano\, presentando alcune sue composizioni originali dedicate a Bela Bartòk.\nRecentemente ha pubblicato il CD “7 dances”\, un lavoro di composizioni originali registrato in duo con il sassofonista Eugenio Colombo.
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SUMMARY:Mauro Mussoni trio - Limbo
DESCRIPTION:Torna per una nuova serata in Osteria MAURO MUSSONI TRIO con LIMBO \nGià leader da diversi anni del quintetto a suo nome con il quale ha inciso due album (Lunea per Alfamusic e Follow The Flow per WoW Records)\, Mauro Mussoni si presenta nella formazione al tempo stesso più completa ed essenziale del jazz: il trio. \nMauro Mussoni: contrabbasso\nNico Tangherlini: piano\nEnrico Smiderle: batteria \nLimbo perchè nasce in un periodo ed in un contesto difficili da decifrare e nei quali è difficile muoversi. Limbo perchè riprende l’esperienza\, gli stili ed i gusti del passato e li associa al presente in una dimensione mediana e definita. Da qui una serie di brani e di suggestioni che spaziano dal bebop al post-bop\, dal funk al latin passando dalle classiche forme delle song più mainstream per arrivare all’estemporaneità totale. Il repertorio presenta essenzialmente la track list dell’album Limbo inciso ed edito per Emme Record Label e pubblicato nel 2023. Le composizioni sono frutto della penna di Mauro Mussoni e della collaborazione imprescindibile di Nico Tangherlini al piano ed Enrico Smiderle alla batteria; proposto principalmente in piano trio\, il repertorio può avvalersi della partecipazione di ospiti d’eccezione presenti anche in alcune tracce dell’album: Nico Gori al clarinetto e sax tenore e Pepe Ragonese alla tromba.
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SUMMARY:Sam Paglia Trio - 30 anni tour
DESCRIPTION:Torna in Osteria della Vigna Sam Paglia con il suo tour che celebra i 30 anni di attività. \nSam Paglia è un artista romagnolo nato nel 1971. \nGiovanissimo si dedica al disegno e alla musica. Diplomatosi come maestro d’arte l’istituto d’arte di Urbino nel 1990\, nella sezione disegno animato\, nel 1991 si trasferisce a Londra per lavorare nel campo del disegno animato pubblicitario ed in seguito\, nel 1994\, prende parte come assistente animatore al film “Balto” realizzato negli studi inglesi dell’Amblimation di Steven Spielberg. Nel frattempo si dedica alla musica\, passione di sempre\, riprendendo a studiare il pianoforte come autodidatta. Il lungo periodo londinese lo spinge ad appassionarsi al jazz\, al soul e alla composizione per il cinema. Nel 1996 decide di cambiare rotta e dopo aver comprato un organo Hammond\, sua grande passione dalla fine degli anni 80\, decide di tornare a vivere in Italia e prendersi un paio di anni per studiarlo e realizzare qualche incisione con alcuni amici musicisti. Dopo l’esperienza di una prima formazione per testare il mondo della musica live\, con il gruppo “The soul circle” formato da 5 elementi\, Sam decide di ridurre l’organico a tre elementi soltanto; organo Hammond\, batteria e tromba (in seguito sax e poi chitarra)\, il classico combo anni sessanta presente in centinaia di dischi di matrice soul-jazz. Nasce così il Sam Paglia Trio. \nSAM PAGLIA TRIO. \nNel 1998 l’organo Hammond\, finito un po’ in disuso nei primi anni ’80 con l’avvento di sintetizzatori e musica elettronica\, era tornato in auge grazie alla riscoperta di certe sonorità e generi musicale di cui l’Acid Jazz era stato il principale traino. Questo rilancio avveniva in Inghilterra all’inizio degli anni ’90 attraverso DJ’s\, collezionisti di dischi\, locali da ballo dedicati e musicisti che avrebbero ripreso a suonare in quello stile che sembrava essere stato spazzato via dall’arrivo della Disco Music attorno al 1976. L’organo Hammond\, in tutta la sua maestosa presenza scenica e sonora era tornato ad avere il suo spazio sui palchi\, nonostante la scomodità che spostarlo comportava (quasi 200 kg di strumento tra organo e il suo amplificatore Leslie). La corrente dell’Acid Jazz attorno al 1997 cominciò ad esaurirsi lasciando spazio ad un’altra scena musicale che affondava le sue radici\, se vogliamo\, in un passato più lontano\, un genere ampio e affascinante appartenuto ai giovani tra gli anni ’50 e ’60\, quello della “Cocktail music” o “Lounge music”. Orchestre raffinate\, temi suadenti per scapoli\, arrangiamenti di brani popolari in chiave jazz\, musiche da film e ambientazioni stilose. E ancora una volta il re di queste sonorità era lui; l’organo Hammond. La passione di Sam per certi compositori di cinema americani e italiani (Quincy Jones\, Henry Mancini\, Lalo Schifrin\, Piero Piccioni\, Nino Rota e Piero Umiliani) unita alla febbre per l’organ jazz di interpreti come Jimmy Smith\, Jack McDuff\, Jimmy McGriff e Shirley Scott\, non poteva che scaturire in un progetto discografico che non fosse un omaggio al cinema di genere\, una finta colonna sonora di un ipotetico film poliziesco in cui la sua parte italiana si confrontava con quella “importata” attraverso anni di ascolti di dischi jazz e funk americani. Il primo disco di Sam uscii nel gennaio del 1999 per l’etichetta Irma Records e venne subito accolto con grande entusiasmo. Oltre all’organo Hammond\, nel disco comparivano una serie di tastiere vintage che Sam si era portato a casa da Londra investendo fino all’ultimo penny tutti i risparmi del suo lavoro come disegnatore: piani elettrici Wurlitzer e Rhodes\, un Hohner Clavinet e altri “giocattoli” sonori. Un brano inserito in questo concept album\, “After Pizza”\, in breve divenne uno dei brani più ascoltati e riportati in decine di compilation dedicate a questa nuova avventura musicale denominata “Cocktail Generation” tra cui spiccavano le composizioni dei Montefiori Cocktail\, musicisti anch’essi romagnoli che l’anno prima avevano inaugurato la scena italiana col loro primo disco sempre per la stessa etichetta. Erano stati loro a segnalare Sam all’etichetta dopo che il sassofonista del duo\, Kikko\, aveva preso parte alla registrazione di quella fortunata “After Pizza”. Ora era arrivato il momento di presentare il disco nei clubs e locali. Così nacque l’esigenza di spostarsi in maniera semplice attraverso una formazione snella che potesse viaggiare in un solo mezzo assieme agli strumenti: il trio\, numero perfetto. Negli anni a venire uscirono diversi dischi e man mano\, dopo il successo commerciale del secondo disco “Nightclubtropez” (2000) sempre per la Irma Records (che fu il picco dell’espressione di quella tendenza votata all’easy listening) \, la scrittura e lo stile di Sam e del trio virò verso un genere più funk e ballabile. Il trio cambiò diverse formazioni e a volte si allargò a quartetto (con la voce di Sandra Cartolari) o quintetto ( con tromba e sassofono) rimanendo di base formato da Hammond\, batteria e chitarra. Il trio in oltre 25 anni di attività ha coperto i maggiori club e locali italiani con oltre 1500 date\, oltre ad aver spesso suonato all’estero (Austria\, Svizzera\, Russia\, Inghilterra\, Spagna\, Croazia) portandosi dietro le composizioni originali (circa 180) distribuite in 14 dischi di studio più un live. La popolarità della musica di Sam\,oltre che dalla grande diffusione dei suoi dischi\, deriva dall’utilizzo delle sue musiche in TV attraverso pubblicità e alcune prestigiose serie televisive tra cui spicca quella americana di Sex & The City (HBO). La peculiarità del Sam Paglia Trio è quella\, se vogliamo eroica\, di non cedere alla comodità della tecnologia digitale (che aiuta nel peso ma non premia nella qualità sonora) portando sempre con sè il vecchio e pesante organo Hammond C3 (che come i seguaci del Trio hanno imparato\, ogni tanto cambia di colore). Un suono inimitabile che funge da macchina del tempo e caratterizza l’unicità e l’originalità di questo progetto italiano unico nel suo genere\, sopravvivendo a mode e alle etichette. Il trio è composto da Sam all’organo\, Peppe Conte alla chitarra\, Pako Montuori alla batteria e nel 2026 è partito il Sam Paglia 30 tour per i 30 anni del progetto. \nDiscografia: \nB-Movie Heroes- Irma Records 1999 \nNightclubtropez- Irma Records 2000 \nBullitt- As played by Sam Paglia and the B-movies heroes (EP)- Irma R. 2000 \nKiller Chachacha- Cinedelic Records 2003 \nThe Rare Sam Paglia- Hip Club/Flipper 2005 \nHammond Boogaloo- Flipper Music 2006 \nElectric Happiness- 2008 Dejà Vu \nThe Last Organ Party – Hip Club/ Flipper 2010 \nFunkenya- Hip Club/Flipper 2013 \nSoul Circle- Flipper Music 2013 \nCanzoni a tradimento- Cosmica 2017 \nHammond Unique Sound- Flipper Music 2018 \nLive in Italy- Hip Club 2019 \nThe Funk Side of Sam- Hip Club/ Flipper 2023 \nCome sempre\, la prenotazione è altamente consigliata!
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