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SUMMARY:Sam Paglia Trio - 30 anni tour
DESCRIPTION:Torna in Osteria della Vigna Sam Paglia con il suo tour che celebra i 30 anni di attività. \nSam Paglia è un artista romagnolo nato nel 1971. \nGiovanissimo si dedica al disegno e alla musica. Diplomatosi come maestro d’arte l’istituto d’arte di Urbino nel 1990\, nella sezione disegno animato\, nel 1991 si trasferisce a Londra per lavorare nel campo del disegno animato pubblicitario ed in seguito\, nel 1994\, prende parte come assistente animatore al film “Balto” realizzato negli studi inglesi dell’Amblimation di Steven Spielberg. Nel frattempo si dedica alla musica\, passione di sempre\, riprendendo a studiare il pianoforte come autodidatta. Il lungo periodo londinese lo spinge ad appassionarsi al jazz\, al soul e alla composizione per il cinema. Nel 1996 decide di cambiare rotta e dopo aver comprato un organo Hammond\, sua grande passione dalla fine degli anni 80\, decide di tornare a vivere in Italia e prendersi un paio di anni per studiarlo e realizzare qualche incisione con alcuni amici musicisti. Dopo l’esperienza di una prima formazione per testare il mondo della musica live\, con il gruppo “The soul circle” formato da 5 elementi\, Sam decide di ridurre l’organico a tre elementi soltanto; organo Hammond\, batteria e tromba (in seguito sax e poi chitarra)\, il classico combo anni sessanta presente in centinaia di dischi di matrice soul-jazz. Nasce così il Sam Paglia Trio. \nSAM PAGLIA TRIO. \nNel 1998 l’organo Hammond\, finito un po’ in disuso nei primi anni ’80 con l’avvento di sintetizzatori e musica elettronica\, era tornato in auge grazie alla riscoperta di certe sonorità e generi musicale di cui l’Acid Jazz era stato il principale traino. Questo rilancio avveniva in Inghilterra all’inizio degli anni ’90 attraverso DJ’s\, collezionisti di dischi\, locali da ballo dedicati e musicisti che avrebbero ripreso a suonare in quello stile che sembrava essere stato spazzato via dall’arrivo della Disco Music attorno al 1976. L’organo Hammond\, in tutta la sua maestosa presenza scenica e sonora era tornato ad avere il suo spazio sui palchi\, nonostante la scomodità che spostarlo comportava (quasi 200 kg di strumento tra organo e il suo amplificatore Leslie). La corrente dell’Acid Jazz attorno al 1997 cominciò ad esaurirsi lasciando spazio ad un’altra scena musicale che affondava le sue radici\, se vogliamo\, in un passato più lontano\, un genere ampio e affascinante appartenuto ai giovani tra gli anni ’50 e ’60\, quello della “Cocktail music” o “Lounge music”. Orchestre raffinate\, temi suadenti per scapoli\, arrangiamenti di brani popolari in chiave jazz\, musiche da film e ambientazioni stilose. E ancora una volta il re di queste sonorità era lui; l’organo Hammond. La passione di Sam per certi compositori di cinema americani e italiani (Quincy Jones\, Henry Mancini\, Lalo Schifrin\, Piero Piccioni\, Nino Rota e Piero Umiliani) unita alla febbre per l’organ jazz di interpreti come Jimmy Smith\, Jack McDuff\, Jimmy McGriff e Shirley Scott\, non poteva che scaturire in un progetto discografico che non fosse un omaggio al cinema di genere\, una finta colonna sonora di un ipotetico film poliziesco in cui la sua parte italiana si confrontava con quella “importata” attraverso anni di ascolti di dischi jazz e funk americani. Il primo disco di Sam uscii nel gennaio del 1999 per l’etichetta Irma Records e venne subito accolto con grande entusiasmo. Oltre all’organo Hammond\, nel disco comparivano una serie di tastiere vintage che Sam si era portato a casa da Londra investendo fino all’ultimo penny tutti i risparmi del suo lavoro come disegnatore: piani elettrici Wurlitzer e Rhodes\, un Hohner Clavinet e altri “giocattoli” sonori. Un brano inserito in questo concept album\, “After Pizza”\, in breve divenne uno dei brani più ascoltati e riportati in decine di compilation dedicate a questa nuova avventura musicale denominata “Cocktail Generation” tra cui spiccavano le composizioni dei Montefiori Cocktail\, musicisti anch’essi romagnoli che l’anno prima avevano inaugurato la scena italiana col loro primo disco sempre per la stessa etichetta. Erano stati loro a segnalare Sam all’etichetta dopo che il sassofonista del duo\, Kikko\, aveva preso parte alla registrazione di quella fortunata “After Pizza”. Ora era arrivato il momento di presentare il disco nei clubs e locali. Così nacque l’esigenza di spostarsi in maniera semplice attraverso una formazione snella che potesse viaggiare in un solo mezzo assieme agli strumenti: il trio\, numero perfetto. Negli anni a venire uscirono diversi dischi e man mano\, dopo il successo commerciale del secondo disco “Nightclubtropez” (2000) sempre per la Irma Records (che fu il picco dell’espressione di quella tendenza votata all’easy listening) \, la scrittura e lo stile di Sam e del trio virò verso un genere più funk e ballabile. Il trio cambiò diverse formazioni e a volte si allargò a quartetto (con la voce di Sandra Cartolari) o quintetto ( con tromba e sassofono) rimanendo di base formato da Hammond\, batteria e chitarra. Il trio in oltre 25 anni di attività ha coperto i maggiori club e locali italiani con oltre 1500 date\, oltre ad aver spesso suonato all’estero (Austria\, Svizzera\, Russia\, Inghilterra\, Spagna\, Croazia) portandosi dietro le composizioni originali (circa 180) distribuite in 14 dischi di studio più un live. La popolarità della musica di Sam\,oltre che dalla grande diffusione dei suoi dischi\, deriva dall’utilizzo delle sue musiche in TV attraverso pubblicità e alcune prestigiose serie televisive tra cui spicca quella americana di Sex & The City (HBO). La peculiarità del Sam Paglia Trio è quella\, se vogliamo eroica\, di non cedere alla comodità della tecnologia digitale (che aiuta nel peso ma non premia nella qualità sonora) portando sempre con sè il vecchio e pesante organo Hammond C3 (che come i seguaci del Trio hanno imparato\, ogni tanto cambia di colore). Un suono inimitabile che funge da macchina del tempo e caratterizza l’unicità e l’originalità di questo progetto italiano unico nel suo genere\, sopravvivendo a mode e alle etichette. Il trio è composto da Sam all’organo\, Peppe Conte alla chitarra\, Pako Montuori alla batteria e nel 2026 è partito il Sam Paglia 30 tour per i 30 anni del progetto. \nDiscografia: \nB-Movie Heroes- Irma Records 1999 \nNightclubtropez- Irma Records 2000 \nBullitt- As played by Sam Paglia and the B-movies heroes (EP)- Irma R. 2000 \nKiller Chachacha- Cinedelic Records 2003 \nThe Rare Sam Paglia- Hip Club/Flipper 2005 \nHammond Boogaloo- Flipper Music 2006 \nElectric Happiness- 2008 Dejà Vu \nThe Last Organ Party – Hip Club/ Flipper 2010 \nFunkenya- Hip Club/Flipper 2013 \nSoul Circle- Flipper Music 2013 \nCanzoni a tradimento- Cosmica 2017 \nHammond Unique Sound- Flipper Music 2018 \nLive in Italy- Hip Club 2019 \nThe Funk Side of Sam- Hip Club/ Flipper 2023 \nCome sempre\, la prenotazione è altamente consigliata!
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SUMMARY:Marco Pandolfi & Alessio Raffaelli @ al bus dal blues 25/26
DESCRIPTION:Ancora un appuntamento della nostra rassegna “Al bus dal bues 25/26” con Marco Pandolfi (armonica\, chitarra\, voce) e Alessio Raffaelli (tastiere\, fisarmonica): il primo venerdì del mese è BLUES! \nLa presenza di Marco Pandolfi sulla scena del Blues italiano risale a più di trent’anni fa. Ha suonato nelle più importanti manifestazioni della penisola\, conquistando il rispetto dei più grandi musicisti di Blues in Italia e all’estero.\nLe sue esibizioni e le sue registrazioni sono state recensite dalle più autorevoli riviste: Il Blues\, Blues Revue\, Soul Bag\, Blues Britain Magazine…\nLa sua musica è suonata in programmi radiofonici di tutto il mondo (B.B. King’s Bluesville-XM radio USA\, King Biscuit Time-Helena AK\, WWOZ New Orleans\, WEFT Radio-Champaign\, Illinois e altri).\nDue volte all’INTERNATIONAL BLUES CHALLENGE di Memphis\, TN (USA): nel 2006 con la sua band Marco Pandolfi & the Jacknives (in rappresentanza dell’Associazione Roots and Blues di Parma) e nel 2011 nella categoria solo/duo (in rappresentanza di MOJO STATION\, Roma).\nHa vinto la finale italiana dell’EUROPEAN BLUES CHALLENGE in rappresentanza dell’Italia l’11 e 12 aprile 2014 a Riga (Lettonia).\nPandolfi si è esibito con molti artisti di rilievo come Richard Ray Farrell\, Paul Oscher\, Bob Margolin\, Harvey Brooks\, Preston Hubbard\, Enrico Crivellaro\, Bob Corritore\, Willie King\, Tom Walbank\, Roberto Morbioli\, David Lee Durham\, Luca Giordano\, Paul Cox\, Mike Sponza\, Mauro Ferrarese\, King Edward\, Maurizio Pugno\, Bill Howl-N-Madd Perry\, Mickey Rogers\, Umberto Porcaro\, Greg Izor\, Nico Duportal\, Roberto Luti\, Abdell B Bop e altri.\nOltre a essere un armonicista acclamato dalla critica\, Marco si esibisce come bandleader suonando contemporaneamente chitarra e armonica. \nMarco ha suonato anche in Europa e negli Stati Uniti in una varietà di club\, come : The Rhythm Room\, Phoenix AZ; Groundzero\, Clarksdale MS e BB’s in Saint Louis MO\, e ha partecipato a importanti Festival Blues Internazionali: Freedom Creek Blues Festival-Alabama; Rosedale Blues Festival-Mississippi; DeltaBlues\, Narcao Blues -Italia; Rapperswil\, St. Gallen\, Blues To Bop-Svizzera; Darlington Blues Festival-UK…). \nNel 2008 è stato l’unico musicista europeo invitato alla terza Delta Groove All Star Blues Revue tenutasi al Groundzero di Clarksdale\, Mississippi e l’ospite speciale del secondo Rocky Mountain Harp Blowdown di Denver\, Colorado (l’anno precedente era stata la volta di Billy Branch e quello successivo di R.J. Mischo).\nÈ stato ospite internazionale della Way Of Blues Revue di Jackson\, Mississippi. \nNel febbraio 2011\, dopo un eccezionale tour mondiale come solista di armonica blues\, Pandolfi è tornato all’International Blues Challenge di Memphis nella categoria solo/duo in rappresentanza dei Mojo Station (Roma\, Italia) sorprendendo i frequentatori dell’IBC di Beale Street con uno straordinario repertorio di chitarra\, armonica e voce nel più puro spirito del Low-Down Blues. \nFebbraio 2012; nel CD “Close The Bottle When You’re Done” (2012) Marco canta\, suona l’armonica e la chitarra.\nNel maggio-giugno 2012 ha suonato al Simi Valley Cajun & Blues Festival (California) con The Mannish Boys condividendo il palco con James Cotton\, Paul Oscher\, Kim Wilson\, Bob Corritore\, Mud Morganfield\, Bob Margolin\, Junior Watson\, Alex Schultz e altri.\nHa suonato anche al Chicago Blues Festival e al Bentonia Blues Festival (Mississippi). \nMarzo 2014: “No Dog In This Hunt”. 11 nuovi brani (7 originali di Marco Pandolfi) e la chitarra di Enrico Crivellaro come special guest in due canzoni.\nAprile 2016: NUOVO CD IN USCITA… “LIVE”\, registrato dal vivo all’Arci Tom di Mantova (Italia).\nNel corso del 2015 e del 2016 Marco Pandolfi ha continuato a fare tour in Italia\, Olanda\, Norvegia\, Svizzera\, Francia\, Germania\, USA.\nAprile 2017: tour italiano con Nico Duportal\nGiugno 2017: “Homemade Wine” – nuovo CD in duo di Greg Izor & Marco Pandolfi. Registrato dal vivo in studio ad Austin\, TX USA.\nLuglio 2017: Marco Pandolfi al festival BLIUZO NAKTYS\, per la prima volta in Lituania.\nSettembre 2019: “AMBROTYPE” il nuovo CD di Marco Pandolfi per EPOPS MUSIC\, registrato all’Area 51 di Trieste (ITALIA) e masterizzato agli Abbey Road Studios\, Londra UK. Tutte le canzoni sono scritte da Marco Pandolfi.\nAgosto 2020: “HOOTMATIC BLUES” è un album prodotto da Tom Walbank (Tucson\, AZ) che vede la partecipazione di Marco Pandolfi con alcuni dei migliori armonicisti in circolazione: AKI KUMAR\, GARETH TUCKER\, JOE FILISKO\, ROMAN BARTEN-SHERMAN\, PAUL OSCHER\, MAX CONIGLIO\, PHIL WIGGINS\, QUIM ROCA\, TOM WALBANK\, RICH MILLER\, STEVE O’CONNOR\, BOB CORRITORE\, ANDREW ALLI e CHARLES PASI.\nOttobre 2021: NO EXPECTATION\, il nuovo album con 14 brani inediti scritti da Marco Pandolfi!\nNovembre 2021: Due brani strumentali composti e suonati da Marco sono presenti in LOW BLOWS FOR IDA. L’album\, prodotto da TOM WALBANK a Tucson\, Arizona\, USA\, vede la partecipazione di Charlie Musselwhite\, Kim Wilson\, Rick Estrin\, Mark Hummel\, Bob Corritore e altri nomi di spicco provenienti da tutto il mondo – in uno sforzo di beneficenza per raccogliere fondi per le persone lungo la Costa del Golfo che sono state devastate dall’uragano Ida lo scorso agosto.\nMarco Pandolfi è sempre in tournée in Italia\, Paesi Bassi\, Norvegia\, Svizzera\, Francia\, Spagna\, Germania e Stati Uniti.
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SUMMARY:Silvia Valtieri Trio - Amenità
DESCRIPTION:Il venerdì in musica dell’Osteria questa ospita “Amenità”\, primo disco del Silvia Valtieri Trio\, composto da Nicola Govoni al contrabbasso\, Giacomo Ganzerli alla batteria e Silvia Valtieri al pianoforte\, voce e composizioni. \nL’album è nato dalla ricerca su Dave Frishberg\, compositore statunitense\, finissimo pianista bebop che ha trascorso gli anni Sessanta a New York a suonare coi migliori musicisti della scena\, da Al Cohn e Zoot Sims a Betty Carter e tanti altri; era anche un cantante dallo stile molto personale\, e ha sempre cantato le sue canzoni rifacendosi alla tradizione Tin Pan Alley\, con liriche sempre ironiche\, argute\, a tratti comiche. \nLo studio dei brani di Frishberg è diventato fonte di ispirazione per il trio\, diventando in prima battuta un progetto dal vivo interamente composto dai suoi brani. In poco tempo si sono aggiunti al repertorio alcuni brani che Silvia Valtieri aveva scritto tempo addietro\, avendo uno stile e una linea “faceta” consonanti con il compositore americano: ad esempio “Morire”\, la quinta traccia dell’album\, registrata con la partecipazione di John De Leo come ospite speciale\, o anche “Orabuca”\, strumentale. Successivamente\, nuovi brani sono stati composti ad hoc e aggiunti al repertorio\, come ad esempio “Avvinami”\, dedicata al vino e composta in seguito a una degustazione a Radda in Chianti\, dove il sommelier suggeriva di non cambiare né sciacquare il calice in quanto “già avvinato”. “Avi”\, traccia di chiusura dell’album\, si distingue dagli altri originali per il suo carattere più malinconico; una prima stesura\, per piano e flauto cinese\, fu pubblicata nel 2021 come colonna sonora di una video-animazione di illustrazioni su ceramica\, una commissione per il ceramista Mirco Denicolò. \nDalle esperienze dal vivo si è riscontrato che le liriche di Frishberg non potevano essere apprezzate dal pubblico italiano\, e questo riduceva di molto l’impatto dei suoi brani; così Silvia ha cominciato un lavoro di traduzione dall’inglese all’italiano per portare a completezza la fruizione del repertorio di Frishberg. Quanto alla storica contrapposizione crociana “bella e infedele\, brutta e fedele”\, la traduzione ha\, in questo caso\, adattato creativamente i testi alla cultura italiana mantenendo\, più che altro\, le idee fondanti dei brani in questione. “Tempo per noi” è in origine “Quality Time”\, sulla impossibile organizzazione delle vacanze di una coppia di lavoratori compulsivi; “Blizzard of lies” (letteralmente\, “tempesta di bugie”) è diventata “Mai più”\, dove si raccoglie una lista delle menzogne che quotidianamente ci si sente raccontare\, con riferimenti anche alle storiche bufale intorno al fascismo. “My Attorney Bernie” è diventata “L’avvocato”\, descrizione dello stereotipo di un avvocato di successo dai contorni vagamente truffaldini.Dei quattro brani non originali presenti nell’album\, solo uno non è stato tradotto: è “Zoot Walks In”\, musica di Gerry Mulligan (originariamente “The Red Door”) su cui Dave Frishberg scrisse un testo dedicato a Zoot Sims\, tenorsassofonista dall’aura magnetica con cui aveva suonato nel suo periodo newyorkese. L’arrangiamento è stato rivisto a quattro mani con Nicola Govoni\, contrabbassista del trio dalle ottime doti di compositore e arrangiatore. \nIl disco è stato registrato presso il “Duna Studio” di Russi (Ra) da Andrea Scardovi\, il quale ha anche curato la masterizzazione. Il mixaggio è stato affidato a Giacomo Scheda. Il primo singolo “Avvinami” è uscito corredato di un videoclip\, la cui regia è di Riccardo Calamandrei\, girato presso il Clan Destino di Faenza\, con la collaborazione della cantina Leone Conti.\nL’album è uscito il 27 Ottobre 2023 per l’etichetta “Carta Vetrata”\, sezione di “Brutture Moderne” dedicata al jazz. Si può trovare in digitale su tutte le piattaforme di streaming e in formato fisico su cd. La presentazione ufficiale dal vivo è avvenuta il 29 Ottobre al Torrione Jazz Club di Ferrara. \nSilvia Valtieri \nPianista\, polistrumentista\, cantante romagnola\, improvvisatrice nella musica e nella vita\, di formazione classica poi convertita al jazz. Dopo la laurea in Scienze della comunicazione\, ha concluso il Diploma del vecchio ordinamento in pianoforte\, per poi laurearsi col massimo dei voti e la lode al biennio di specializzazione in pianoforte jazz. Nel 2014 entra a far parte della Grande Abarasse Orchestra di John De Leo in qualità di pianista\, fisarmonicista\, corista e arrangiatrice. Con l’orchestra La Corelli\, diretta da Jacopo Rivani\, prende parte alla tournèe dell’opera di Piazzolla Maria De Buenos Aires\, coproduzione di Ravenna Festival e Fondazione Teatro Comunale di Ferrara poi sfociata nella pubblicazione di un disco registrato dal vivo per l’etichetta Da Vinci Classics. E’ sul palco con Sara Jane Ghiotti nel progetto della cantante Sanmarinese dedicato a Piero Ciampi\, e con lei porta in scena lo spettacolo “Women Talk”\, dedicato alle figure femminili del jazz. Ha curato la direzione musicale e gli arrangiamenti dello spettacolo “Attra_verso l’universo” con Luca Ward protagonista\, regia di Carlos Branca\, produzione del Teatro di Catanzaro. Dal 2017 suona con varie compagnie di teatro d’improvvisazione quali Teatro A Molla\,05quartoAtto\, Wannabe\, Baubhaus\, Quinta di Copertina e altre\, componendo e suonando in tempo reale le colonne sonore degli spettacoli. Ha suonato in svariati teatri\, club e festival d’Italia su palchi quali Torino Jazz Festival\, Primo Maggio Roma\, Sant’Anna Arresi Jazz Festival\, Casa del Jazz Roma\, Premio Tenco\, Premio Ciampi\, eccetera. Nel 2018 ha aperto un concerto di Ethan Iverson e da allora si dice felice. Cerca senza sosta la sua strada senza perdere lo swing. \nNicola Govoni \nClasse 1986\, si avvicina alla musica all’età di 14 anni dedicandosi alla chitarra e al basso elettrico principalmente da autodidatta. Ha conseguito con il massimo dei voti il Diploma Accademico di I° e II° livello in contrabbasso jazz presso il Conservatorio “F. Venezze” di Rovigo. Ha frequentato un semestre al “Koninklijk Conservatorium” di Den Haag (Olanda). Collabora con vari ensemble cameristici e come primo contrabbasso o contrabbasso di fila. Ha suonato e suona con diverse formazioni jazz (dalle performance in solo alla big band)\, di musica contemporanea e gruppi pop/rock/folk sia come contrabbassista che come bassista elettrico; ha all’attivo diverse produzioni discografiche e teatrali\, collaborazioni artistiche (tra cui: Jack Walrath\, Dave Weckl\, Giovanni Falzone\, Massimo Morganti\, Enrico Rava\, Fabio Petretti\, Stefano Onorati\, Nico Gori\, Paolo Fresu\, Daniele Di Bonaventura\, Kelly Joyce\, Paolo Belli\, Stefano Paolini\, Franco Cerri\, Daniele Santimone\, Sandro Comini\, Diana Torto\, Sofya Gulyak)\, live e numerosi concerti in club\, teatri e festival tra cui: Cantina Bentivoglio(Bo)\, Argo Jazz Festival (Matera)\, Festival internazionale del jazz di La Spezia\, Alburni jazz (Salerno)\, Toscana jazz festival\, Elbajazz festival\, Laurin jazz club (Bolzano)\, Effetto Venezia (Livorno) Un Tubo (Siena)\, Venezze Jazz Festival\, Deltablues e Jazz at Casalini’s Garden (Rovigo)\, Premio nazionale delle arti (Torino)\, Torrione jazz club (Ferrara)\, St. George Jazz Club (Lione\, Francia)\, Twee Spieghels jazz club (Lieden NL)\, Murphy’s Law Jazz Cafè (Den Haag NL)\, Kernel Festival (Milano)\, JazzIt Festival (Terni e Torino)\, Modena Jazz Festival\, Teatro Manzoni\, Teatro Duse ed Arena Del Sole (Bologna)Teatro Comunale di Ferrara. \nGiacomo Ganzerli \nClasse 1997\, nato a Modena\, studia nei Conservatori di Mantova e Parma con Marco Volpe\, Fabrizio Sferra e Lele Melotti. All’estero con Kendrick Scott\, John Riley e Steve Gadd. Collabora con musicisti della scena nazionale e internazionale come Marcello Allulli\, Francesco Ponticelli\, Sam Leak\, Rezo Kiknadze\, Xavier Iriondo\, Enrico Gabrielli\, Colombre.
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SUMMARY:Max Prandi & Angelo Leadbelly Rossi
DESCRIPTION:Questa sera il nostro piccolo palco accoglie due grandi del Blues! \nMax Prandi e Angelo “Leadbelly” Rossi sono due interpreti dalle qualità indiscutibili\, capaci con poco di portarti per mano in mondi lontani. \nSarà una grande serata di blues: Leadbelly è cantante\, chitarrista e produttore discografico ed è tra i principali e più apprezzati interpreti italiani di blues. Sicuramente è uno dei principali interprete del blues acustico in Italia. \nMax Prandi è un cantante\, chitarrista e batterista con una grande passione per il blues e tutta la musica afroamericana\, dagli anni ’50 ad oggi. Ha trascorso tutta la sua carriera alla ricerca del suono e dell’atmosfera giusti per ogni canzone che amava.\nSempre concentrato sulla fluidità della voce e sulla semplicità del ritmo. È un vero e sincero one-man band come nessun altro nel suo paese.\nNella sua musica c’è molto amore e rispetto per le radici del blues.\nÈ nato e cresciuto in quella fertile area della bassa padana che sin dall’immediato dopoguerra ha nutrito e coltivato alcuni tra i migliori talenti della scena blues nazionale. \nCome sempre è vivamente consigliata la prenotazione! \n 
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SUMMARY:All for One Jazz Trio
DESCRIPTION:Questa sera in Osteria All in One jazz trio. Luca Barbieri al piano\, Max Dall’Omo alla batteria e Gaetano Fiore al contrabbasso. \nUn trio attivo da anni in numerose situazioni\, con alle spalle prestigiose collaborazioni con musicisti americani\, nei club e nei festival italiani\, e numerose incisioni discografiche. \nLa serata offre una rilettura in chiave personale di standards ed originals tipici della migliore tradizione jazzistica\, con un omaggio a Horace Silver\, autore di capolavori come Song for My Father\, figura chiave nell’evoluzione del jazz moderno. La musica di Silver fonde gospel\, funk\, tradizioni latine e afroamericane\, creando un linguaggio vibrante\, diretto ed emozionante\, con arrangiamenti che rispettano il suo stile pianistico – conciso\, funky\, brillante – pur incorporando una visione contemporanea.\nLo spettacolo attraversa fasi della sua carriera: dai suoi esordi con Stan Getz alla fondazione dei Jazz Messengers con Art Blakey\, un momento chiave nella nascita dell’hard bop.
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SUMMARY:Lorenzo Zambini - solo session
DESCRIPTION:Questa sera il nostro palco ospita Lorenzo Zambini. \nClasse 1995\, è un giovane chitarrista/cantante della bassa parmense appassionato di blues. John Lee hooker\, R.l.Burnside\, Mississippi Fred McDowell sono gli artisti a cui si ispira. \nDal 2022 collabora con altri due musicisti nel trio BlueXperience\, composto da Oscar Abelli alla batteria e Max Lugli all’armonica\, questo gli permette di poter girare locali e Festival blues in Italia e non solo. Dal 2023 si dedica completamente all’attività musicale. \nInsieme al batterista Abelli si esibisce quasi tutte le domeniche al Tóla Dólza dello chef pluristellato Massimo Bottura. \nSuono per far rivivere emozioni\, storie e vibrazioni che appartengono a questo genere immortale.
URL:https://www.osteriadellavigna.com/data/lorenzo-zambini-solo-session/
LOCATION:Osteria della Vigna\, Via dei Mandorli 2\, Gabicce Mare\, PU\, 61011\, Italia
CATEGORIES:Blues,Concerto
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